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27/10/2017

Applicazione legge 194, denuncia Cgil: in Capitanata solo 4 medici non obiettori

Loredana Olivieri, segretaria provinciale: la REgione deve farsi carico di garantire nelle strutture pubbliche la continuità del servizio

Applicazione legge 194, denuncia Cgil: in Capitanata solo 4 medici non obiettori “Non contestiamo la libera scelta del singolo medico ma chiediamo alle istituzioni che
attraverso percorsi di indirizzo e di organizzazione sanitaria si continui a garantire e
applicare al meglio una legge dello Stato”. E´ quanto afferma la segretaria provinciale
della Cgil di Capitanata, Loredana Olivieri, commentando la bocciatura nella
commissione Sanità del Consiglio regionale pugliese di una proposta in materia di
attuazione della normativa sull´interruzione volontaria della gravidanza, che puntava a
sopperire alla carenza negli organici delle strutture pubbliche di medici non obiettori.

“I dati sono allarmanti – commenta Olivieri -. In Una regione come la nostra vi sono
appena 23 ginecologi negli ospedali pubblici disposti a pratica la ivg. In provincia di
Foggia solo in tre strutture è possibile rivolgersi: a Foggia, Manfredonia e Cerignola dove
operano 4 ginecologi in totale. Solo che in tre matureranno la pensione tra la fine del
2017 e il prossimo anno e ci chiediamo in che modo la Asl potrà garantire la continuità
delle prestazioni se è impossibile assumere nuovo personale”.

Non tutti, denuncia la segretaria della Cgil, “si dichiarano obiettori per una scelta etica o
di coscienza. E´ un compito difficile e delicato quello svolto da questi medici, e spesso
proprio perché sottorganico sono costretti a turni massacranti. Va ricordato che se non è
il pubblico a intervenire spesso le strade alternative che scelgono soprattutto donne
socialmente più deboli sono pericolose e rimandano a clandestinità e a un vero e proprio
mercato”. Difficoltà che giustificherebbero il ricorso a pratiche meno invasive “e che non
richiedono la presenza dello staff medico e di una sala operatoria. Ci riferiamo alla
cosiddetta pillola del giorno dopo, la Ru486, che non capiamo perché in provincia di
Foggia non deve essere garantita”.

Non è la sola presenza di ginecologi non obiettori quindi che reclama la Cgil assieme a
un cartello di associazioni: “Dall´iniziativa del 28 settembre, giornata di mobilitazione
mondiale per l´aborto sicuro, è nato un percorso comune che vuole spingere le
istituzioni a operare perché in pieno si attui la 194. Perché l´ivg non sia un metodo
anticoncezionale va fatta informazione soprattutto tra i ragazzi e le ragazze, per una
maternità consapevole e sulla prevenzione. Vanno fatti investimenti sui consultori e
trovare le strade affinché vi sia un turn over che garantisca l´operatività delle strutture
sanitarie e la presenza di ginecologi non obiettori. A breve avanzeremo alcune riflessioni
e proposte come cartello di associazioni, disponibili a un confronto con i vertici della Asl
e della stessa Regione”.