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08/09/2017

Incendio a Faragola. Cgil: fatto gravissimo, Stato si prenda cura di questo patrimonio

Una nota della segretaria provinciale Loredana Oliveri. "Siti di straordinaria importanza lasciati senza custodia. Dovrebbero fare da volano a sviluppo territorio"

Incendio a Faragola. Cgil: fatto gravissimo, Stato si prenda cura di questo patrimonio “Mentre insistiamo sulla necessità di mettere a valore le straordinarie bellezze storico, artistiche e culturali della nostra provincia per creare opportunità di sviluppo e nuova occupazione, registriamo come questo inestimabile patrimonio sia esposto a rischi enormi. E´ il caso dell´incendio che ha colpito la copertura del sito di Villa Faragola, in agro di Ascoli Satriano, un insediamento di età romana tra i più importanti Italia”. E´ quanto afferma la segretaria provinciale della Cgil di Foggia, Loredana Olivieri.

“Sarebbe ancora più grave e inspiegabile se l´atto fosse doloso: a chi può arrecare disturbo un sito attorno al quale costruire invece percorsi di attrattività per studiosi e turisti? La speranza è che l´incendio non abbia prodotto danni alle strutture archeologiche. Non può essere lasciato senza gestione un sito di tale importanza, che non era tra l´altro facilmente accessibile a potenziali visitatori”.

“Un compito importante spetta alla scuola che deve promuovere la conoscenza di questi luoghi per lo più ignoti ai nostri studenti, stimolando lo studio e la ricerca sulla storia della Capitanata. Spingendo su un senso civico di appartenenza e anche di orgoglio per una terra di cui spesso apprezziamo e conosciamo poco”.

“Tra le risorse dei fondi strutturali vi sono somme per sviluppare e valorizzare beni culturali magari nell´ottica della creazione di nuova occupazione. La Cgil sta chiedendo ai Comuni dei Monti Dauni di lavorare assieme a progetti che si candidino a tali fondi. Ascoli Satriano è tra quei paesi che con i due parchi archeologici e il polo museale, che espone gli oggetti recuperati nelle campagne di scav, tra cui i meravigliosi marmi policroni e i famosi grifoni, dove il turismo archeologico e culturale dovrebbe fare da volano ad accoglienza e anche agroalimentare. Lo Stato e i suoi uffici periferici preposti devono investire risorse e aver maggior cura di siti archeologici che sono patrimonio di un intero paese e non solo di una provincia”.