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14/06/2017

Cgil: Rimuovere targa Di Vittorio sfregio a storia del Paese e della Capitanata

La Camera del Lavoro Territoriale interviene sulla vicenda del Comune di Rodi Garganico

Cgil: Rimuovere targa Di Vittorio sfregio a storia del Paese e della Capitanata Il 3 novembre prossimo saranno passati 60 anni dalla scomparsa del padre del sindacalismo italiano, il bracciante autodidatta che seppe arrivare alla guida della Federazione Sindacale Mondiale, il cerignolano Giuseppe Di Vittorio. Il 21 giugno presso una sala del Senato della Repubblica si terrà un convengo dal titolo Giuseppe Di Vittorio e "La voce degli italiani” tra fascismo, antifascismo ed emigrazione, promosso dalla Fondazione Di Vittorio e evento che apre ufficialmente le celebrazioni del sessantesimo della sua morte.

A fronte di un percorso per ricordare le lotte del nostro conterraneo per affermare un´idea di Paese solidale, con al centro il lavoro e i suoi diritti, oltre l´impegno contro il fascismo e per la libertà, c´è chi pur rappresentando un´istituzione ha pensato di rimuovere dalla facciata della casa comunale una lapide in memoria di colui che è stato uno dei padri costituenti italiani. La vicenda è nota e riguarda la città di Rodi Garganico.

Abbiamo scritto al sindaco del centro garganico una lettera per conoscere le motivazioni e quale ipotesi vi sono per una sua ricollocazione. Ci spiace constatare che qualcuno – un qualcuno che indossa una fascia tricolore in rappresentanza dei cittadini tutti - possa pensare a Di Vittorio, a una targa in suo onore, come un impiccio di cui disfarsi. Un atto che a nostro avviso rappresenta uno sfregio alla storia dell´Italia, di questa provincia, di milioni di lavoratori che grazie alle lotte di Di Vittorio si sono affrancati dalla fame e dalla schiavitù. Con tutto il rispetto per la città di Rodi