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06/06/2017

“L´antifascismo di Di Vittorio, convegno a Cerignola di Cgil, Anpi e Casa Di Vittorio

Venerdì 9 giugno dalle ore 18, presso il Polo Museale Civico di Piano San Rocco

LA LOCANDINA DELL´INIZIATIVA

“L´antifascismo di Di Vittorio, convegno a Cerignola di Cgil, Anpi e Casa Di Vittorio “L´antifascismo di Giuseppe Di Vittorio” è il titolo del convegno promosso dalla Cgil di Foggia, dall´Anpi di Capitanate e dall´Associazione Casa Di Vittorio per venerdì 9 giugno 2017, dalle ore 18, presso il Polo Museale Civico di Piano San Rosso a Cerignola. L´iniziativa si inserisce nel programma di eventi verso il 60° anniversario della scomparsa del padre del sindacato moderno italiano, avvenuta il 3 novembre del 1957.

Di Vittorio conosce e affronta il fascismo fin da giovane, nella sua città natale, durante gli anni di Caradonna e dello squadrismo foraggiato dagli agrari dopo il biennio rosso 20-21. Proprio nell´aprile del 1921 il dirigente sindacale finisce in carcere a Lucera, da dove esce perché eletto alla Camera per il Psi. Continua a combattere i fascisti anche dopo la marcia su Roma ed è a capo della difesa della Camera del Lavoro di Bari, di cui è responsabile, espugnata solo dall´esercito. Una delle ultime a cadere in Italia. Nel 1925, nonostante l´immunità parlamentare, è di nuovo arrestato. Rilasciato nel 1926, per sfuggire alle Leggi eccezionali espatria clandestinamente, inseguito da una condanna a 12 anni di reclusione. A Parigi da esule organizza la Confederazione generale del lavoro e si dedica al rafforzamento del movimento antifascista tra gli emigrati italiani. Membro del Comitato centrale e dell´Ufficio politico del PCdI, nel 1934 Di Vittorio partecipa alla stipula del Patto d´unità d´azione tra comunisti e socialisti. Quando Francisco Franco attacca la Repubblica democratica spagnola, eccolo (col nome di Mario Nicoletti), combattere come commissario politico della XI e poi della XII Brigata Internazionale. Ferito a Guadalajara, trascorre la convalescenza in Francia, dove dirige il quotidiano La voce degli Italiani. Guarito, torna a combattere in Spagna. Alla fine della guerra civile, ecco di nuovo Di Vittorio in Francia, ad occuparsi de La Voce degli Italiani, sino a che il foglio non è soppresso dalle autorità dello Stato transalpino. Arrestato il 10 febbraio 1941, il sindacalista italiano è trattenuto dai nazisti, che lo consegnano poi alle autorità fasciste. In Italia Di Vittorio è incarcerato a Lucera e poi, il 24 settembre 1941, avviato al confino di Ventotene. Con la caduta di Mussolini, è il Governo Badoglio a nominare Di Vittorio commissario alle Confederazioni sindacali e ad affidargli la segreteria della Federazione nazionale dei lavoratori agricoli. Con l´armistizio, l´avvio della Resistenza che vede ancora una volta il sindacalista di Cerignola in prima fila. È lui che tratta col generale Carboni per fornire di armi i patrioti nelle vana difesa di Roma; è lui che continua la lotta nella clandestinità. Alla liberazione della Capitale, nel 1944, Di Vittorio firma il Patto d´unità sindacale con democristiani e socialisti. Nasce così la CGIL, che Di Vittorio dirigerà sino alla morte. Presidente della Federazione sindacale mondiale, è stato membro della Costituente e deputato del PCI.

Relatori del convegno “L´antifascismo di Giuseppe Di Vittorio” sono Michele Galante, presidente provinciale dell´Anpi di Capitanata; Vito Antonio Leuzzi, direttore dell´Istituto Pugliese per la Storia dell´Antifascismo e dell´Italia Contemporanea (Ipsaic); Giovanna Zunino, presidente di Casa Di Vittorio. Presiederà i lavori Maurizio Carmeno, segretario generale della Cgil di Foggia. Le conclusioni saranno affidate al professor Adolfo Pepe, direttore della Fondazione Di Vittorio.