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06/06/2016

Denuncia della FP CGIL: strutture ospedaliere Asl Foggia in sofferenza

La categoria segnala come “dal piano di riordino della giunta non si registrano passi in avanti. Progressivo decadimento dei livelli qualitativi e quantitativi dell´assistenza ospedaliera”

Denuncia della FP CGIL: strutture ospedaliere Asl Foggia in sofferenza “Dal Piano di riordino ospedaliero adottato dalla Giunta Regionale, alla data odierna, non abbiamo registrato nessun passo avanti nella tutela del diritto alla salute dei cittadini di Capitanata. Invece, stiamo assistendo ad un progressivo decadimento dei livelli qualitativi e quantitativi dell´assistenza ospedaliera. La carenza delle unità mediche, in particolare nei settori di anestesia, di chirurgia e di diagnostica, costringe i settori interessati ad una attività ridotta, che non riesce a far fronte alla domanda di assistenza. Tutto ciò, inevitabilmente, acuisce il fenomeno della mobilità passiva”. E´ quanto denuncia la segreteria provinciale della Funzione Pubblica Cgil di Capitanata.

“Sempre più cittadini, non trovando risposte ai propri bisogni di salute, sono costretti a rivolgersi ad altre strutture ospedaliere pubbliche e private convenzionate, extra regionali, aggravando ulteriormente il bilancio complessivo della ASL di Foggia, nonché a ricorrere a prestazioni sanitarie private a pagamento che gravano ulteriormente e pesantemente sui bilanci familiari”.

In particolare – segnala la FP CGIL - si evidenzia come l´Ospedale “Tatarella” di Cerignola, “pur essendo classificato dal piano di riordino come Ospedale di primo livello, dalla Governance sanitaria non è messo in condizioni di sufficiente operatività, anzi crescono le già lunghe lista di attesa. Infatti, le attività chirurgiche sono notevolmente ridotte per l´annosa carenza di anestesisti, che la ASL Foggia non ha saputo o voluto risolvere nel corso degli anni. E´ altresì evidente la carenza di personale infermieristico in generale ma soprattutto in settori strategici come il pronto soccorso”

Analoghe situazioni sono riscontrabili presso le altre strutture ospedaliere della ASL foggiana. “Le attività ortopediche sono in sofferenza anche presso i Presidi di Manfredonia e San Severo. Le attività di chirurgia generale sono notevolmente ridotte nei presidi di San Severo e di Lucera nonché di Manfredonia, dove sono praticamente azzerate. La diagnostica radiologica non è sufficientemente sviluppata e pronta a fronteggiare la domanda di assistenza territoriale nonché a rispondere alla necessità e al bisogno di prevenzione. Tra gli esempi si possono citare l´abolizione del servizio di radiologia nei giorni festivi e nelle ore notturne presso l´ospedale di Lucera - in attesa di una ipotetica tele-radiologia di cui non si conoscono i tempi di attivazione - nonché dei tempi biblici per effettuare una mammografia”.

Ad aggravare il quadro di precarietà assoluta – denuncia la Fp Cgil di Capitanata, “si aggiunge la evidente mancanza di un piano strategico aziendale, la mancanza di direttive organizzative certe ed uniformi per ogni presidio, oltre alle incomprensibili decisioni della direzione strategica della ASL, quali la revoca degli incarichi di coordinamento – caposala - e le reperibilità, fino ad oggi utili a garantire un sufficiente livello di assistenza. Il tutto senza preoccuparsi delle gravi conseguenze organizzative e funzionali che sta provocando nelle Unità operative ospedaliere. E´inconcepibile che vengano abolite tali indispensabili funzioni senza aver prima provveduto preventivamente a disciplinare tale aspetto e/o provvedere per tempo alla loro sostituzione”.

A fronte di questo quadro preoccupante la Fp Cgil “sollecita energicamente la Direzione Generale della ASL ad adottare rapidamente tutti gli atti necessari a rimuovere le situazioni di criticità evidenziate. In caso contrario non mancheranno iniziative di mobilitazione utili a tutelare i servizi destinati all´affermazione del diritto alla salute dei cittadini della Capitanata , nonché a tutela della dignità e dei diritti di tutti i dipendenti dell´Azienda”.