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25/02/2016

Caporalato e ghetti, Cgil Cisl Uil e Flai Fai Uila chiedono azioni risolutive

Incontro delle segreterie provinciali per affrontare le problematiche che vessano il settore agricolo. “Evitare interventi a pioggia che non modificano lo status quo"

Caporalato e ghetti, Cgil Cisl Uil e Flai Fai Uila chiedono azioni risolutive LE SEGRETERIE TERRITORIALI DI CGIL CISL UIL DI CAPITANATA ASSIEME AI RESPONSABILI DELLE CATEGORIE del settore dell´agroalimentare - Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil – hanno tenuto un incontro per affrontare le problematiche connesse allo sfruttamento del lavoro nel settore primario e all´emergenza accoglienza che assume toni sempre più drammatici nella nostra provincia. Una questione che ha un impatto sull´intero territorio, sulla sua economia, e che pertanto va affrontata nel suo insieme e con il sostegno di tutti i soggetti istituzionali e sociali, integrando misure e interventi che in primis cancellino una volta per tutte la vergogna dei “ghetti”.

Per Cgil Cisl Uil e Flai Fai Uila va smantellato un sistema di economia illegale che per mano dei caporali lucra sullo sfruttamento delle persone, dove i “ghetti” rappresentano i luoghi in cui meglio si esercita questo ricatto ai danni di migliaia di migranti, costretti a pagare per un posto letto in una baracca, per l´energia utile a ricaricare un cellulare, per mangiare e spostarsi verso i luoghi di lavoro.

Per le confederazioni provinciali e di categoria è improrogabile un intervento definitivo, anche a fronte delle ricadute che il protrarsi di questa vergogna ha su quella parte sana del nostro sistema agroalimentare, che in Europa rischia di essere invece per sempre associata a storie di vessazione e offesa alla dignità delle persone. Un aspetto delicato considerata la forte incidenza del settore nella formazione del prodotto interno lordo della Capitanata.

E´ inderogabile un intervento per un percorso di integrazione di quei lavoratori immigrati che stanzialmente vivono nei ghetti, così come vanno studiati interventi - in vista della prossima stagione delle grandi raccolte - per l´allestimento di campi attrezzati per accogliere i lavoratori stagionali, luoghi dotati di servizi e assistenza presidiati da organi dello Stato al fine di tenere fuori ogni forma di illegalità.

Nell´uno e nell´altro caso crediamo sia arrivato il momento che la Regione Puglia assieme agli attori dei territori effettuino una ricognizione di tutte le risorse economiche utilizzabili – e ce ne sono – evitando interventi a pioggia che non modificano lo status quo, e che finanzino progettualità che vanno nella direzione dell´abitare, dell´allestimento di servizi di trasporto e mense. Togliendo ogni possibilità di spazio a quelle economie illegali che lucrano lì dove lo Stato arretra. Progetti che vanno attentamente monitorati rispetto agli obiettivi e per i quali andrà fatta puntuale rendicontazione.

Sul versante del contrasto al lavoro nero e grigio accogliamo con soddisfazione l´attenzione e la convocazione della Direzione territoriale del Ministero del Lavoro per la costituzione di un tavolo permanente che monitori le problematiche connesse al caporalato e allo sfruttamento. Un tema che è già oggetto di confronto al tavolo che Flai Fai Uila hanno aperto con le parti datoriali per il rinnovo del contratto provinciale di lavoro, dove da parte sindacale è arrivato un richiamo forte alle imprese per un´assunzione di responsabilità rispetto a quegli associati che violano leggi e contratti.

Per evitare che ulteriore tempo trascorra senza programmare interventi certi e concreti, e attestato il ruolo fondamentale che può e deve svolgere la Regione Puglia in questa percorso, chiederemo alla Prefettura di Foggia di convocare un tavolo territoriale al quale i referenti dell´ente regionale e i soggetti istituzionalmente riconosciuti, al fine di evitare sterili protagonismi di chi non lavora nell´ottica del superamento definitivo dei ghetti e per la trasparenza del mercato del lavoro in agricoltura in questa provincia.