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22/02/2016

Crisi settore costruzioni, la Fillea: investire su rigenerazioni urbane

Tarantella: sfida che incrocia la ricerca sui materiali e tecniche di intervento con organizzazione imprese e formazione operai

Crisi settore costruzioni, la Fillea: investire su rigenerazioni urbane “Non possiamo fermarci a prendere atto della stagnazione del settore edile nella nostra provincia e lamentarcene. Occorre indicare le strade nuove da percorrere per rilanciare il comparto, quelle che ad esempio indica l´osservatorio creato da Fillea e Legambiente. E cioè zero consumo dei suoli e capacità di cogliere le tante opportunità della programmazione 2014-2020 legate all´edilizia sostenibile”. E´ quanto afferma il segretario generale della Fillea Cgil di Capitana, Giovanni Tarantella, in merito all´ultimo report elaborato dal centro studi della Cassa Edile che rispetto a un anno fa segna parla di un 6% in meno di numero cantieri, un meno 6% di lavoratori iscritti, un meno 5% di ore lavorate e un meno 6% di massa salari “che ci ha portati dal 2008 ad oggi al dimezzamento del settore”.

Ingenti le risorse a disposizione per il settore: “Infrastrutture e investimenti per la sostenibilità ambientale ed energetica rappresentano un perno del programma – ricorda Tarantella -: per la sola Puglia 1,1 miliardi sono destinati alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale-ambientale e per opere e la gestione di acqua e rifiuti, 462 milioni per migliorare le reti dei trasporti, 396 milioni per favorire una transizione verso un´economia a basse emissioni di carbonio - energia e mobilità urbana -. Occorre allora superare gli ostacoli alla riqualificazione del patrimonio edilizio, spingere la riqualificazione dei condomini, promuovere un progetto industriale per il settore delle costruzioni sono i tre punti chiave messi in evidenza nel Rapporto Oise per cambiare il futuro delle costruzioni”.

Per il primo punto a parere della Fillea, “occorre semplificare gli interventi, dare certezze agli investimenti e rendere strutturali le detrazioni fiscali legandole alla classe energetica degli edifici, premiare il miglioramento delle prestazioni, introdurre controlli e sanzioni per garantire i cittadini sulle prestazioni energetiche e la sicurezza degli edifici”. Interventi che vanno nell´interesse delle famiglie affinché ogni edificio si doti di un libretto unico del fabbricato antisismico, energetico, del rumore.
“Per un uso efficace delle risorse europee per l´efficienza energetica previste nella programmazione 2014-2020, va reso subito operativo il fondo per l´efficienza energetica introdotto con il decreto legislativo 102/2014. Bisogna inoltre escludere dal patto di stabilità gli interventi sul patrimonio pubblico certificati e verificati di riduzione dei consumi energetici degli edifici”, aggiunge il segretario della Fillea foggiana.

Il secondo punto, la riqualificazione dei condomini, “è il grande assente finora degli interventi edilizi in Italia nonostante oltre 20 milioni di persone vivano in edifici condominiali. Per promuoverne la riqualificazione occorre semplificare gli interventi e introdurre specifici incentivi, perché la complessità dei lavori e le difficoltà di accesso alle detrazioni fiscali sono le ragioni fondamentali di questo stallo”.

C´è infine il tema legato allo sviluppo di un vero e proprio progetto industriale per il settore, “per aprire i cantieri della rigenerazione edilizia attraverso soluzioni standardizzate e replicabili di retrofit, cioè che permettano di utilizzare nuove tecnologie o funzionalità ad un sistema vecchio, in modo da permettere di ridurre tempi e costi a fronte di prestazioni garantite in termini energetici e di sicurezza antisismica”. Temi tutti sviluppati dall´osservatorio, “che nasce con l´obiettivo di aiutare la crescita del settore edilizio, indicando strade concretamente percorribili attraverso l´innovazione. Una sfida che incrocia quindi la ricerca sui materiali e le tecniche di intervento con l´organizzazione delle imprese e la formazione dei lavoratori”

Una stagnazione, quella del settore edile, che trascina con sé storture quali “il ricorso al lavoro nero, l´utilizzo improprio dei voucher, false partite iva, etc. Un lavoro senza dignità e senza regole non è lavoro – conclude Tarantella -. Ci battiamo affinché la crescita del nostro territorio sia di qualità, e affinché questa crescita significhi anche più diritti e tutele per chi lavora. Una strada lungo la quale si realizza il confronto con i nostri iscritti per il nuovo Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori, che punta a estendere diritti a chi non ne ha e li riscrive per tutti alla luce dei cambiamenti del mondo del lavoro”.