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07/01/2016

Sindacati contro direttore Ataf: scambia i diritti con i privilegi

Nota stampa delle segreterie aziendali di FILT- CGIL, UILT-UIL, UGL, CISAL e CONFAIL sulla vertenza Ataf

Sindacati contro direttore Ataf: scambia i diritti con i privilegi Le argomentazioni proposte dal Direttore dell´ATAF rilasciate ad un organo d´informazione, non ci hanno meravigliato affatto, sono nel suo stile, ci saremmo meravigliati se non lo avesse fatto.

Nella sua intervista scambia i privilegi con conquiste sindacali datate anni 80 e 90, “privilegi” ai quali già nel 2010 i lavoratori hanno rinunciato in toto per salvare l´azienda. Bisogna ricordare che a quell´epoca l´ATAF era tecnicamente fallita con debiti verso fornitori, INPS e Agenzia delle Entrate di quasi 20 milioni di €.

Omette il Direttore, e non a caso, di riferire che in azienda l´autista non vende i biglietti ma riveste la qualifica di CAPOLINEA che è nelle qualifiche del personale autoferrotranviere il quale è preposto a dare informazioni all´utenza, controllare arrivo e partenza dei mezzi e per ultimo vendere i biglietti, mansione svolta di solito da autisti anziani.

Una cosa vera la dice l´Ing. Dicecca, il suo mestiere non è quello di essere simpatico al sindacato, difatti in qualità di direttore generale dovrebbe dedicarsi ad altro, peccato che quando lo ha fatto ha creato più danni che benefici in termini di efficienza e risparmi. Basti ricordare il piano industriale del 2008 che portò all´eliminazione di alcune linee come MS, MD la 15 ed altre, penalizzando enormemente i quartieri periferici, che dopo una sommossa generale della cittadinanza furono reinserite con denominazione diversa. Per non parlare la riduzione del servizio proposta nel 2013 con la percorrenza diminuita in termini di chilometri provocando un minor contributo regionale.

Per finire vogliamo chiarire, ove nel precedente comunicato non sia stato chiaro, nella denuncia che inoltreremo alla Corte dei Conti, non contestiamo il doppio incarico, ma il fatto che in regime di D.L. 78/2010 per il quale furono bloccati tutti gli aumenti derivanti da parametri superiori e scatti, era legittimo che il Direttore percepisse una indennità mensile aggiuntiva di circa 1000 €.

Il Direttore, pur di spargere fango sul sindacato omette di dire che i 1200 permessi sindacali sono stati generati dall´applicazione del CCNL e che in azienda sono presenti sei sigle e quindi una media di 200 per sigla, con deroga agli accordi nazionali in materia, nell´accordo aziendale di giugno, il sindacato ha ulteriormente diminuito il numero annuo a 75 permessi per sigla sindacale e mai tutti utilizzati.

Consentiteci un´ultima annotazione riguardante l´assenteismo sempre citato dal Direttore, il sindacato non ha mai difeso, mai lo farà, gli assenteisti che è bene chiarire sono solo una piccola parte del personale, e non ci sembra giusto non tenere conto della stragrande maggioranza degli autisti che in inverno e d´estate, escono con mezzi fatiscenti senza riscaldamento e senza climatizzatori e guidano in condizioni disumane, ma lo fanno per il bene dell´ATAF e della cittadinanza.

La vertenza in atto non mira a mettere per strada 22 famiglie, bensì in direzione opposta, garantire a questi operatori della sosta la certezza di un contratto per 5 anni come ai loro ex colleghi integrandoli in APCOA.