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27/11/2015

Tagli Governo a Patronati e Caf, a Foggia mobilitazione di CGIL CISL UIL e ACLI

“Un grave danno al servizio di pubblica utilità svolto per tutti i cittadini. Il Governo Renzi ci ripensi”. Appello ai parlamentari del territorio

Tagli Governo a Patronati e Caf, a Foggia mobilitazione di CGIL CISL UIL e ACLI Lunedì 30 novembre 2015, CGIL CISL, UIL e ACLI di Foggia, nell´ambito della mobilitazione unitaria indetta dalle Confederazioni nazionali a seguito dei tagli previsti per i Patronati ed i CAAF nella Legge di Stabilità, terranno un presidio a partire dalle ore 10.00 sotto la sede dell´INPS di Foggia. In concomitanza di tale presidio, i responsabili territoriali di CGIL, CISL, UIL e ACLI, Filomena Trizio, Emilio Di Conza, Giovanni Ricci e Fabio Carbone, terranno con i parlamentari del territorio, Michele Bordo, Angelo Cera, Lello Di Gioia e Colomba Mongiello, Lucio Tarquinio, un incontro in sede sindacale.

Al termine del confronto, i rappresentanti di CGIL, CISL, UIL e ACLI si recheranno presso la Prefettura di Foggia per consegnare al Prefetto, Maria Tirone, un documento in cui saranno evidenziate le gravi preoccupazioni per i nuovi tagli voluti dal Governo. Obiettivo della mobilitazione è “evitare che vengano intaccate le tutele previdenziali e socio-assistenziali garantite gratuitamente dai patronati ed impedire il licenziamento di migliaia di operatori”. A tal fine è stata anche avviata a livello nazionale una campagna di sensibilizzazione denominata “#iocimettolafaccia #xidiritti”, lanciata sul sito www.tituteliamo.it .

L´iniziativa mira a coinvolgere tutti i cittadini, che potranno postare i loro selfie a sostegno della richiesta di annullare i tagli previsti dalla legge di stabilità. Nonostante al Senato la riduzione dei fondi sia passata da 48 a 28 milioni di euro, i promotori sottolineano che l´intervento ora previsto danneggerebbe pesantemente l´attività di pubblica utilità svolta. La sforbiciata si aggiungerebbe a quella di 35 milioni dello scorso anno e ad altri interventi strutturali che abbatteranno significativamente le risorse e la capacità di continuare a fornire i servizi di tutela.

Per CGIL, CISL, UIL e ACLI, “il Governo, anziché favorire e ampliare l´assistenza universalistica, in una fase così difficile per milioni di famiglie, decide di sottrarre importanti risorse. Un danno che milioni di cittadini italiani pagherebbero sulla propria pelle non potendo continuare a ricevere l´indispensabile assistenza previdenziale per le pratiche relative alla pensione, al sostegno al reddito, agli ammortizzatori sociali, o per il riconoscimento di invalidità e di malattie professionali, per il funzionamento degli sportelli dedicati agli immigrati. Uguale sorte si patirebbe anche sul versante fiscale: ovvero per l´assistenza alle dichiarazioni dei redditi, per l´ISEE, per la verifica reddituale dei pensionati e per la tutela di tanti altri diritti sociali individuali che da solo il cittadino difficilmente riuscirebbe a gestire e ad ottenere”.