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07/08/2013

Sfruttavano connazionali in agro di Apricena, arrestati due caporali romeni

In Italia con la promessa del lavoro, privati dei documenti e rinchiusi in un casolare guardato a vista nelle ore notturne. Minacce per chi si lamentava o provava a denunciare

FoggiaToday.it

Sfruttavano connazionali in agro di Apricena, arrestati due caporali romeni Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro: sono le accuse rivolte dai carabinieri a tre presunti caporali romeni, tutti incensurati, arrestati ieri dopo la denuncia presentata da nove connazionali che ai militari hanno raccontato di esser riusciti a scappare sfondando una piccola porta secondaria di un casolare di campagna in agro di Apricena dove erano stati costretti a soggiornare per tre giorni.

Impiegati nella raccolta di pomodori, il caseggiato era stato adibito a dormitorio, dove decine di malcapitati vivevano segregati in pessime condizioni igienico-sanitarie, senza acqua ed energia elettrica. Il posto era sprovvisto anche della rete fognaria.
Dopo aver assistito e dato da bere ai denunciati, i carabinieri hanno avviato le indagini. All´arrivo dei militari la porta d´ingresso del caseggiato era chiusa con un lucchetto, rimosso il quale, gli uomini in divisa si sono trovati in presenza di pochi materassi sudici ed immondizia sparsa ovunque.

IL RECLUTAMENTO: Secondo quanto ricostruito i nove lavoratori erano stati contattati in Romania da Tarnauceanu Ionel, (il reclutatore del gruppo) che li aveva invitati a seguirlo in Italia per la raccolta stagionale dei pomodori alle seguenti condizioni: ogni lavoratore doveva pagare in anticipo la somma di 125 euro quale corrispettivo del viaggio di andata e ritorno, avrebbe ricevuto la somma di 3 euro a cassetta (che una volta riempita di pomodori sarebbe pesata circa 50 Kg), avrebbe usufruito di un alloggio con letti e docce e di una somma extra di 10 euro ogni tre giorni per far fronte alle spese di sostentamento. Il lavoro sarebbe stato così articolato: un primo turno dalle 5 alle 11 seguito da una pausa dalle 11 alle 16, per poi riprendere fino a quando il buio rendeva impossibile proseguire nella la raccolta.

IL RIFIUTO: Accettata la proposta le vittime erano salite su un autobus e dopo circa 20 ore di viaggio erano giunte a San Severo dove ad attenderle vi erano Balaceanu Daniel e Macovei Ionut, i quali, a bordo di un´autovettura avevano fatto strada al bus facendolo girare per molto tempo a vuoto, in modo da disorientare i passeggeri ed evitare che questi potessero memorizzare il percorso.

Viste le condizioni del casolare, i lavoratori avevano espresso il loro diniego a vivere in quel posto squallido e abbandonato senza però potersi allontanare poiché l´autista rifiutava categoricamente di riportarli indietro dicendo loro che il viaggio doveva essere pagato con i proventi della raccolta non ancora effettuata.

LE MINACCE: Sono così iniziate le prevaricazioni e le prepotenze nei confronti dei lavoratori: i due caporali si sono subito impossessati dei loro documenti, minacciandoli che qualora si fossero allontanati sarebbero stati fermati dalle forze dell´ordine o sarebbero stati raggiunti da colpi d´arma da fuoco.

Al termine delle giornate lavorative inoltre venivano rinchiusi nella masseria e, fino a tarda notte, venivano svolti dai due veri e propri servizi di guardiania per evitare che le vittime potessero fuggire. La porta del casolare veniva chiusa con un lucchetto dall´esterno mentre le grate poste alle finestre impedivano qualunque tentativo di fuga.
LA FUGA. Dopo un solo giorno di lavoro, quello successivo all´arrivo, e quasi tre di stenti, privati del cibo e dell´acqua, i denuncianti sono riusciti a fuggire in piena notte sfondando la porta secondaria del casolare. Una volta all´esterno hanno vagato nel buio per le campagne circostanti, seguendo le luci in lontananza del paese fino a quando hanno raggiunto la caserma dei carabinieri.

GLI ARRESTI: Ricostruita la vicenda, gli uomini del 112 hanno proceduto all´arresto in flagranza di reato dei tre rumeni, ritenuti responsabili, a vario titolo, di concorso nell´intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Ulteriori indagini sono in corso per chiarire la posizione del proprietario del fondo dove i rumeni erano stati impiegati per la raccolta dei pomodori. Gli arrestati sono Taranauceanu Ionel, classe 1984, Balaceanu Daniel, classe 1990 e Macovei Ionut, classe 1988.

fonte: www.foggiatoday.it