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01/08/2013

Vertenza Tozzi, scontro tra impresa e sindacati: al via licenziamenti

Dopo cinque ore filate di discussione l´azienda ha confermato i 32 licenziamenti senza alcuno sconto, salvo l´ipotesi di limare di «tre, forse quattro in meno», stimano i sindacati, il consuntivo di un´operazione aziendale «assurda e sen

Vertenza Tozzi, scontro tra impresa e sindacati: al via licenziamenti Una trattativa fiume per l´ennesimo nulla di fatto. Fra Tozzi e sindacati siamo al muro contro muro, la sensazione offerta al sindaco ieri mattina su un possibile riavvicinamento delle parti è durata giusto lo spazio della mattina. Quando il primo cittadino ha lasciato il tavolo della Provincia, per altri impegni, l´amministratore delegato Armando Rossi ha chiesto ai sindacati provinciali di Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil, Ugl metalmeccanici e Failms di vedersi in disparte. Cominciava così un incontro ristretto che, sulle prime, sembrava potesse preludere a una schiarita sui licenziamenti. E invece dopo cinque ore filate di discussione l´azienda ha confermato i 32 licenziamenti senza alcuno sconto, salvo forse l´ipotesi di limare di «tre, forse quattro in meno», stimano i sindacati, il consuntivo di un´operazione aziendale «assurda e senza precedenti», viene definita anche dal più scafato sindacalista e l´azienda, a quanto pare, la pensa allo stesso modo.

Ma allora perchè insistere? Stamane le organizzazioni di categoria terranno un´assemblea di fabbrica con i lavoratori, prima di incontrarsi nuovamente con l´azienda (ore 15 in Provincia) per verificare a questo punto ben poco. Il passaggio cruciale era il tavolo convocato ieri, con il sindaco eccezionalmente presente ed a margine di un invito formulato alla Tozzi dall´assessore regionale Caroli appena ventiquattr´ore prima «ad aprire un approfondimento per il 7-8 agosto». Insomma c´erano tutti i presupposti per un ammorbidimento delle posizioni aziendali, oltretutto ne avrebbe giovato anche l´immagine di un gruppo presente in Capitanata da oltre trent´anni che proprio ieri (leggi intervista a fianco) aveva incassato pubblicamente anche la fiducia del sindaco Mongelli.

Forse però hanno ragione i sindacati quando sostengono che l´azienda «ha in testa un piano preordinato che non cambierà». La rinuncia alla cassa integrazione per i dipendenti in esubero risponderebbe a questo schema: alla Tozzi è in atto un piano di riqualificazione industriale e sono previsti corsi di formazione per il personale; ma se si varasse la cig i corsi li andrebbero a fare anche quei dipendenti destinati ad andar via. E´ un piano - sempre a sentire i sindacati - che rischia di emarginare gli ultimi, destinato a penalizzare i lavoratori meno scolarizzati ritenuti non meritevoli di emanciparsi.

Si era fantasticato, nei giorni scorsi (anche in ambienti confindustriali) sulla possibilità che l´azienda avesse destinato un budget ampio per favorire gli esuberi attraverso i prepensionamenti e le mobilità incentivate, ma i sindacati si sono accorti che in cassa c´è ben poco. «Abbiamo fatto vedere loro le tabelle che si applicano in Sofim e Alenia, ci hanno risposto che sono molto distanti da quelle cifre». Molto probabile a questo punto che la vertenza si chiuda senza alcun accordo: tutti i sindacati, dai falchi alle colombe, si sono convinti ieri che non c´è altra via d´uscita. Ma l´azienda a questo punto rischia di infilarsi in un vicolo cieco per il clima che si potrebbe instaurare in fabbrica, tanto più che i 32 licenziamenti (da lunedì l´invio delle prime lettere) sarebbero «quasi tutti impugnabili».

A margine registriamo una polemica dei sindacati di Fim e Uilm contro l´assessore regionale Caroli, per una mancata convocazione al tavolo di martedì 30: «Siamo stati informati dell´incontro la sera precedente - scrivono - ma in assessorato ci avevano rassicurato che, a causa del disguido, il vertice con la Tozzi e gli altri sindacati non si sarebbe più tenuto. Apprendiamo invece sconcertati che la riunione c´è stata lo stesso».

Massimo Levantaci
www.lagazzettadelmezzogiorno.it