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07/03/2013

Salari, studio Ires Cgil e Cer. Inflazione e fisco erodono redditi lavoratori

Uno studio analizza la dinamica salariale tra inflazione, federalismo e fiscal drag. Per il sindacato: “Urgente una riforma fiscale. Restituire prima dell´estate in busta paga parte del prelievo che c´è stato in questi anni”

LA DINAMICA SALARIALE FRA INFLAZIONE, FEDERALISMO E FISCAL DRAG
SALARI, FEDERALISMO E FISCAL DRAG - le slide

Salari, studio Ires Cgil e Cer. Inflazione e fisco erodono redditi lavoratori L´incidenza del fisco sui salari nel corso del periodo che intercorre tra il 2001 e il 2013. Questo l´oggetto dello studio frutto del lavoro del Cer (Centro Europa Ricerche) e dell´Ires (l´Istituto di ricerche economiche e sociali della CGIL) dal titolo “La dinamica salariale fra inflazione, federalismo e fiscal drag” presentato oggi in corso d´Italia alla presenza del segretario generale della CGIL, Susanna Camusso.

Uno studio che analizza l´andamento dei salari a partire dall´inizio degli anni duemila, passando sotto la lente di ingrandimento l´incidenza del prelievo, alla luce soprattutto della progressiva crescita delle addizionali Irpef e del fiscal drag (ovvero l´aumento del prelievo sul reddito alla luce di una crescente inflazione e della progressività del prelievo). Nell´analisi Cer-Ires risalta soprattutto l´andamento dei salari nel corso degli ultimi sei anni, ovvero tra il 2007 e il 2013, dove il fiscal drag e l´aumento delle addizionali Irpef hanno determinato a carico dei salari un aggravio di tasse annuo di circa 500 euro per i single (pari a +1,9%) e di oltre 600 euro per i coniugati (+2,3%).

Parallelamente il fiscal drag ha riempito le casse dello stato: a fine 2013 il "prelievo ingiustificato" sui redditi supererà i dieci miliardi di euro. Lo studio sottolinea infatti che nel periodo seguito all´ultimo intervento organico sulla struttura dell´Irpef (2007), si è accumulato “un maggior prelievo ingiustificato” che alla fine del 2012 ha quasi toccato gli otto miliardi e che a fine 2013 si collocherà oltre i dieci. Fra il 2007 e il 2013, la combinazione fra inflazione e progressività dell´imposta risulta la prima causa di aumento del gettito Irpef, con ricadute annuali che in alcuni casi (2009 e 2010) hanno sfiorato i due miliardi e che nel 2013 finiranno per superarli.

Ed ecco perché la Cgil torna a rilanciare la necessità di una riforma fiscale che abbia le caratteristiche di equità e di redistribuzione della tassazione, capace di evitare che il prelievo sia centrato soprattutto sul lavoro dipendente e sulle pensioni. La ricetta del sindacato prevede due diversi ordini di intervento. Il primo, frutto della combinazione di due azioni, punta a ripristinare la norma sul fiscal drag, in vigore fino al 1985, per rendere inefficace l´effetto perverso dell´inflazione sul prelievo fiscale; insieme a quella norma che garantisce l´invarianza tra prelievo nazionale e prelievo locale. Interventi “ordinari” nella piena manovrabilità del governo ancora in carica. Il secondo intervento, da adottare nei prossimi mesi, prevede una restituzione in busta paga del prelievo che c´è stato in questi anni. Una misura, che ricalca la proposta fatta dalla Cgil qualche mese fa circa la detassazione della tredicesima, per placare gli effetti combinati e perversi delle distorsioni fiscali sui redditi da lavoro e da pensione.

In allegato lo studio Cer e Ires Cgil “La dinamica salariale fra inflazione, federalismo e fiscal drag”.

www.cgil.it