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30/01/2013

Cig alla Manfredonia Vetro, Filctem: nuove infrastrutture per il territorio

Per il segretario generale della categoria "occorre difendere questo sito produttivo che dà lavoro a 500 persone. Servono nuovi investimenti per immaginare un futuro dopo la cassa integrazione"

La Gazzetta del Mezzogiorno WEB

Cig alla Manfredonia Vetro, Filctem: nuove infrastrutture per il territorio Alla Manfredonia Vetro inizia un periodo di cassa integrazione ordinaria della durata di 13 settimane che interesserà dalle 30 alle 90 unità lavorative. “Una necessità per questa azienda -spiega il segretario provinciale della Filctem Cgil, Gino Lauriola- che, pur avendo vinto la battaglia con i colossi del settore (si considerino le chiusure dei forni della Pilkington a Porto Marghera, e dell´AGC Glass Italia a Salerno), deve ridurre l´attività lavorativa nello stabilimento di Manfredonia per fronteggiare un momentaneo stato di crisi dovuto sostanzialmente a sovrapproduzione e a crisi del comparto edilizio, che ha notevolmente ridotto le commesse. Con il personale in cig, l´azienda ridurrà la produzione e nel contempo cercherà di smaltire le giacenze di magazzino”.

Ma la cassa integrazione in uno stabilimento che per molti aspetti rappresenta ormai l´unico baluardo del contratto d´area, preoccupa il sindacalista della Cgil. “Posto che in Italia le aziende in generale sopportano costi energetici più alti che in altre nazioni -afferma Lauriola- qui la dose viene rincarata dai costi del trasporto che si aggiungono al prodotto finale e dalla vetustà del forno che funziona da 12-13 anni. Sono aspetti che spingono a temere che la cigo possa trasformarsi in qualcosa di diverso. E pertanto, sollecitiamo il territorio e le figure politiche e istituzionali che lo rappresentano, a partire dagli enti locali fino ad arrivare alla regione Puglia e ai parlamentari, e ciascuno con i rispettivi ruoli e incarichi, a fare l´impossibile perché questa azienda che da lavoro a circa 500 persone tra dipendenti diretti e indiretti (ditte che lavorano in subappalto e autotrasportatori) venga difesa e possa vedere migliorate le condizioni ambientali per continuare a produrre. Perché ciò avvenga, servono nuovi investimenti: senza competitivita questo futuro di ripresa dopo la cassa integrazione, è difficilmente immaginabile".

Il mercato del Nord Europa è quello che attualmente esprime una maggiore domanda di vetro piano. Su questa direttrice, lo stabilimento di Porto Nogaro rappresenta per il gruppo Sangalli un avamposto essenziale per la fornitura di quei mercati.

Con la realizzazione dello stabilimento produttivo di Manfredonia, il gruppo Sangalli nel 2002 entrò nella produzione di vetro float e vetro laminato in grandi lastre, con una capacità produttiva di circa 600 tonnellate lorde al giorno pari a più di 200mila tonnellate lorde annue. Successivamente è nata anche la linea per il vetro stratificato di sicurezza in grandi lastre con una capacità produttiva di circa 4 milioni di mq annui. "In Italia -aggiunge il segretario provinciale della Filctem- Sangalli è l´unico marchio italiano a produrre con forno float, ma l´incidenza dei costi energetici in questo tipo di produzione, dove sono essenziali gas e energia elettrica, è alta. Se poi l´impianto non è remunerativo, la produzione è in perdita e si inizia con la cigo, allora è ancor più opportuno che il territorio non rimanga indifferente. Su questo fronte, come Cgil, faremo molta pressione e riprenderemo il tema della infrastrutturazione delle aree industriali che, anche se minima, consente all´imprenditore di abbattere i costi. In mancanza di infrastrutture è difficile fare la scelta di restare o andare avanti".

Anna Maria Vitulano
La Gazzetta di Capitanata (29 gennaio 2013)