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10/09/2012

"Il Labirinto della Legge Fornero", dossier CGIL sulla riforma del mercato del lavoro

"Questa legge va cambiata" perchè secondo la CGIL "sta producendo molti problemi ai lavoratori e alle imprese". Per costruire l´esatta dimensione del problemi conseguenti alla legge 92 del 2012 la CGIL ha costruito un dossier in

DOSSIER CGIL SUGLI EFFETTI DELLA RIFORMA FORNERO

"Il Labirinto della Legge Fornero", dossier CGIL sulla riforma del mercato del lavoro Da quando è stata varata, la legge Fornero sul mercato del lavoro sta producendo molti problemi ai lavoratori e alle imprese. Si sovrappongono norme, aumenta la confusione e non diminuisce affatto la precarietà del lavoro. Anzi l´area dei cosiddetti “non tutelati” rischia di allargarsi ogni giorno che passa.

Sono migliaia le persone, lavoratrici e lavoratori di ogni età, ma molto spesso giovani che sono attualmente coinvolti in questi meccanismi infernali di ulteriore precarizzazione del lavoro. L´ultimo esempio di questa tendenza riguarda i lavoratori stagionali, soprattutto nel settore del turismo.

La CGIL e le sue categorie ricevono segnalazioni ogni giorno sugli effetti negativi della “riforma del lavoro”. Ci è sembrato dunque utile raccogliere tutte le informazioni a nostra disposizione in questa pagina speciale, vogliamo costruire un dossier in progress che ci fornirà l´esatta dimensione del problema. Ci sembra un servizio molto utile per i lavoratori, per l´informazione, per i decisori e per la politica in Italia affinché ci si renda conto della necessità di cambiare queste norme.

In base alla riforma Fornero varata in luglio i nuovi ammortizzatori sociali andranno in vigore dal gennaio del prossimo anno. Ma già da questi mesi ci sono migliaia di persone che stanno perdendo il lavoro, che si dimettono più o meno volontariamente o che vengono licenziate e che non possono godere di quegli ammortizzatori.

Ecco le principali figure che la CGIL sta raccogliendo nel suo dossier sul “Labirinto Fornero”

1) sono almeno 300 mila i lavoratori stagionali il cui lavoro cessa perché i contratti sono scaduti. In teoria, sono coperti dalla cosiddetta miniAspi della riforma Fornero che però sarà operativa solo dal gennaio 2013. E nel frattempo cessa di operare l´indennità di disoccupazione con requisiti ridotti di cui avrebbero potuto beneficiare. Pertanto c´è il rischio concreto che questi lavoratori siano esclusi da entrambe le tutele.

2) Dal 18 luglio operano le nuove disposizioni sui licenziamenti che prevedono, se si accetta il licenziamento, di poter beneficiare dell´ASpI. Peccato che l´ASpI entri in vigore dal 2013, e quindi non viene corrisposta a chi sia licenziato durante quest´anno.

3) Secondo le comunicazioni obbligatorie sono almeno 1.700.000 le persone che ogni anno si dimettono volontariamente. A questi vanno aggiunte altre 800 mila persone che vengono licenziate dai datori di lavoro.

4) In questi bacini si tratta ora di capire quante sono le persone che perdendo il lavoro dovrebbero godere dei nuovi ammortizzatori sociali, che però, pur stabiliti dalla legge, non sono ancora in vigore. Oltre il labirinto stiamo attraversando una sorta di “limbo” normativo.

5) Poi abbiamo i casi delle associazioni in partecipazione, forma indecente di lavoro che maschera una subordinazione facendola apparire lavoro autonomo. Qui si sta riuscendo, per effetto dell´iniziativa di NidIL e Filcams a fare accordi che prevedono la trasformazioni a lavoro subordinato delle tante, troppe associazioni in partecipazione.

6) Il lavoro a chiamata, nonostante la posizione unitaria del sindacato per la sua abrogazione, è stato confermato dalla legge Fornero, con l´aggiunta di un “obbligo di comunicazione per ogni chiamata o ciclo integrato”: peccato che sia bastata una levata di scudi dei consulenti per bloccare una circolare ministeriale che tentava di introdurre obblighi di trasparenza e controllo nelle comunicazioni obbligatorie.

7) Su tutte queste cose la CGIL ha scritto al Ministro del Lavoro chiedendo di intervenire, avendo in animo, in caso contrario, di attivare un capillare contenzioso vertenziale.

www.cgil.it