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03/01/2012

Poiligrafico, sale a 26 il numero dei giovani da assumere dopo la scedenza del contratto

Sono 47 i dipendenti a tempo determinato, tutti con contratti scaduti il 31 dicembre, che confidavano in un´assunzione. I sindacati hanno proclamando lo stato di agitazione dei 285 dipendenti e convocato per il 5 gennaio un´assemblea

Il sito web della Gazzetta del Mezzogiorno

Poiligrafico, sale a 26 il numero dei giovani da assumere dopo la scedenza del contratto Dietrofront in cartiera: l´azienda ci ripensa e limita al 5% la quota di lavoro straordinario compatibile con le produzioni previste nel budget 2012 per lo stabilimento di Foggia. Questo vuol dire in prima battuta che la quota di giovani con contratto a tempo determinato, da assumere come apprendisti, sale a 26 dai ventuno in partenza, numero che avevano fatto gridare allo scandalo i sindacati. Ma non è detto che quel tetto possa essere ulteriormente ritoccato. Il braccio di ferro con i sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl va avanti e promette nuovi colpi di scena.

La vertenza, durissima, aperta dalle organizzazioni di categoria ha indotto l´azienda a più miti consigli soprattutto in ordine all´impiego di manodopera straordinaria a cui si sarebbe attinto a piene mani (fonti sindacali) nell´anno che sta per terminare. Da qui il ridimensionamento delle pretese per l´arrivo in fabbrica di nuovo personale e dunque i timori per un ricambio generazionale che, con questi ritmi, rischia di subire un´inesorabile battuta d´ar resto se non si interviene con iniziative mirate. I sindacati sono perciò tornati alla carica proclamando lo stato di agitazione dei 285 dipendenti e convocando per il 5 gennaio prossimo un´assemblea di fabbrica che dovrebbe aprire un periodo di lotta con un pacchetto di scioperi. Sempre che l´azienda non cambi idea sulle assunzioni e faccia ciò che i sindacati invocano da tempo.

I 47 dipendenti a tempo determinato, tutti con contratti scaduti il 31 dicembre, confidavano tutti in un´assunzione con contratto di apprendistato nel solco di quella continuità aziendale intrapresa dal poligrafico già da qualche anno per sostituire i lavoratori andati e che andranno in pensione. Ma in base ai nuovi parametri comunicati dall´Ipzs nei giorni scorsi ai sindacati quei piani occupazionali sono destinati a saltare. Questo perchè l´azienda prevede 130 dipendenti diretti, ovvero gli addetti alla produzione. Tutti gli altri (gli “indiretti”) sono figure pure importanti nell´economia interna come carrellisti, manutentori, impiegati che ormai cominciano a scarseggiare senza che in questi anni il poligrafico abbia pensato di rimpiazzarli. La sostituzione del personale andato in quiescenza si è concentrata di più sulle produzioni.

Ora i sindacati chiedono di metter mano anche agli “indiretti” in considerazione dei lavoratori destinati alla pensione entro la fine dell´anno (una ventina) e delle nuove missioni aziendali in via del Mare. L´azienda nicchia: «Sono finiti i tempi - riferisce un vecchio sindacalista - in cui veniva assegnato il personale sulla base di calcoli e congetture molto più approssimative di quelle attuali. Oggi calcolano il personale con il bilancino e non sono ammessi sconti». Naturalmente questa visione viene respinta dal sindacato che teme come un´eccessiva riduzione del personale possa abbattersi sul livello qualitativo delle produzioni da cui dipende la sopravvivenza stessa dello stabilimento foggiano. Per questo il sindacato è partito lancia in resta al grido di “vogliono scipparci le produzioni per portarle a Roma”, dove il gruppo Ipzs conta tre impianti su quattro. Ma a Foggia nessuno sembra disposto a fare sconti.

Massimo Levantaci - www.lagazzettadelmezzogiorno.it