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05/10/2011

Crollo Barletta, Cgil Puglia: "Servono atti concreti, basta parole di circostanza"

Una nota del segretario generale Forte sulla tragedia che ha visto morire 5 donne. "Quelle lavoratrici avrebbero certamente fatto a meno di lavorare senza diritti, in condizioni di scarsa sicurezza e addirittura in locali pericolanti"

Crollo Barletta, Cgil Puglia: "Servono atti concreti, basta parole di circostanza" Nel crollo della palazzina di Barletta 5 donne hanno perso la vita. Quattro erano lavoratrici. Altre si sono salvate miracolosamente.
Una tragedia che si sarebbe potuta evitare. I morti sul lavoro sono sempre evitabili.

Quelle lavoratrici avrebbero certamente fatto a meno di lavorare senza diritti, in condizioni di scarsa sicurezza e addirittura in locali pericolanti, se avessero trovato l´opportunità di un lavoro migliore e tutelato.

Quante donne a Barletta come in Puglia lavorano ancora in quelle condizioni? Nella realtà dove più alto risulta il tasso di disoccupazione femminile, si lavora in nero. Questa è la realtà!
Così non si può continuare. Servono atti concreti che diano il senso del possibile cambiamento. Quello che fa il Governo nazionale invece va in direzione opposta, all´insegna dell´idea che deregolamentando il lavoro e il sistema di tutele è possibile rilanciare l´occupazione e sostenere il sistema produttivo.

Si taglia la spesa pubblica rendendo anche meno efficace la lotta all´evasione e contro l´illegalità. Non si investe per la crescita e per una politica industriale che sappia sostenere l´innovazione e la creazione di buona occupazione, a partire dal Sud.

C´è davvero qualcuno disposto a credere che un maglificio ubicato in un sotterraneo possa rappresentare il modello di sistema produttivo a cui ispirarsi? E che un lavoro qualsiasi, sottopagato ed in nero possa rappresentare l´aspettativa di tanti giovani e donne che pagano maggiormente il peso della crisi?
Serve una svolta e le istituzioni devono fare in modo di favorirla. Non bastano più le parole di circostanza.

La CGIL esprime la sua vicinanza alle famiglie delle lavoratrici decedute e in nome loro continuerà la battaglia per un lavoro sicuro e dignitoso per tutti.