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14/02/2011

Da Roma a Foggia con un solo messaggio: vogliamo un Paese che rispetti le donne

Oltre 250 città italiane e del mondo hanno vissuto una straordinaria giornata di mobilitazione lanciata dal comitato 13 febbraio con lo slogan Se non ora quando?” Nel capoluogo dauno oltre mille persone hanno sfilato per le vie della città

Da Roma a Foggia con un solo messaggio: vogliamo un Paese che rispetti le donne “Vogliamo un paese che rispetti le donne”, questa la rivendicazione lanciata in oltre 250 piazze italiane e del mondo da lavoratrici, studentesse, casalinghe italiane a tutta la società civile. Una domenica, quella di ieri, che si è colorata di rosa ma che ha visto anche la partecipazione di tantissimi uomini in un´imponente e trasversale giornata di mobilitazione promossa dal Comitato 13 febbraio contro tutti coloro che vogliono violare i diritti delle donne.

Una situazione, quella femminile italiana, aggravata da una politica condotta dal Governo contro le donne, “basti pensare che il primo provvedimento è stato quello di cancellare la legge contro le dimissioni in bianco, usate per licenziare le lavoratrici incinte” ha ricordato la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, dal palco di Piazza del Polo a Roma. “La misura è colma! Se non ora quando?”, ha affermato la leader della Cgil riprendendo lo slogan-appello della giornata. Un elenco di vorrei, quello che Camusso ha portato in piazza e dedicato a tutte le manifestanti. Con il desiderio di “abbracciare simbolicamente” tutte le donne giovani e non “che lottano contro la precarietà e vogliono lavorare e non vogliono sentire su di loro quello sguardo che svilisce e offende. Vorrei, che la giustizia fosse uguale per tutte e per tutti”, e ancora “vorrei che quando si parla di minorenni si pensasse allo studio, al gioco, al futuro”.

Rivolgendosi a chi definisce ‘puritane´ le donne, la numero uno di Corso d´Italia ha detto “vorrei che ricordassero i divieti che ci sono stati imposti: dalla fecondazione assistita alla pillola del giorno dopo”. Vorrei, ha proseguito la dirigente sindacale “che quando si dice sesso non si pensasse a un incarico politico, ma ad una relazione alla pari. Vorrei un paese con una sola morale - ha spiegato -, perché quella doppia offende e nasconde la nostra dignità”. Un messaggio infine anche agli uomini: “Vorrei che abbiano la forza di dire: io non sono così, io non faccio così, non voglio essere complice”.

La manifestazione a Foggia
Riuscitissima anche la mobilitazione del capoluogo dauno, promossa da un cartello di sigle del mondo sindacale, dell´associazionismo, della politica: Rete delle donne per la Rivoluzione Gentile, Donne PD, Donne IDV, Donne SEL, Rifondazione Comunista, Cgil, Acli, Fabbrica di Nichi, Associazione Impegno Donna, Associazione Famiglie Murialdo, Associazione donne in rete, Arci tra queste.

Circa un migliaio di persone si è dato appuntamento alle 17 in piazza Cavour, con cartelli e striscioni per rivendicare il rispetto della dignità delle donne e assieme le dimissioni del presidente del Consiglio. Dopo aver attraversato le vie del centro, il corteo è sfociato in piazza Cesare Battisti dove su un palco hanno preso la parola le donne protagoniste dell´iniziativa. Non è mancata la presenza e il saluto del primo cittadino, Gianni Mongelli e dell´assessore regionale alla Solidarietà, Elena Gentile. A rappresentare la condizione femminile offesa quotidianamente anche nei luoghi di lavoro, l´intervento della segretaria generale della Cgil di Foggia, Mara De Felici.

La musica e le danze hanno concluso una giornata di straordinaria partecipazione come non se ne vivevano da tempo nella città di Foggia.

(nella foto di M. Elena Ritrovato, il colpo d´occhio di piazza Cesare Battisti ieri sera a Foggia gremita di manifestanti)