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09/02/2011

Disabilità e lavoro, denuncia della CGIL: ancora drammatici i dati sul collocamento

Dalla V Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della Legge n.68/99, per la Confederazione emerge come sia “necessario un piano di azione per rivendicare l´autodeterminazione delle scelte di vita delle persone con disabilità”

VIDEO CGIL.tv - disabilità e lavoro

Disabilità e lavoro, denuncia della CGIL: ancora drammatici i dati sul collocamento Permangono le difficoltà per l´inserimento dei disabili nel mondo del lavoro. E´ stata presentata la 5° relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge n.68/99, la legge che riguarda il ´collocamento al lavoro delle persone con disabilità´. I dati che emergono dall´indagine curata dall´ISFOL sono “drammatici”, infatti risulta che il collocamento al lavoro per le persone disabili è diminuito del 34% in due anni.

Il totale degli iscritti alle liste di collocamento risulta essere, come rileva l´Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori pari a 706.568 disabili, di cui solamente 20.830 avviati al lavoro. I dati risultano “gravi” anche se si volge lo sguardo alle ´scoperture´ accertate, infatti sono oltre 78mila le imprese pubbliche e private che non rispettano la legge n.68/99, e di queste, solo 195 hanno ricevuto sanzioni per il mancato adempimento agli obblighi.

Una situazione “drammatica” secondo Nina Daita, responsabile dell´Ufficio politiche disabilità della CGIL Nazionale, quella che emerge dalla V Relazione. La sindacalista fa notare che, nell´ultima Finanziaria, le risorse a favore del collocamento obbligatorio per le persone con disabilità sono diminuite del 40%, con tagli che hanno riguardato il sostegno e le prestazioni nell´assistenza personale e sanitaria, “penalizzando ulteriormente le famiglie”.

Daita nel puntare il dito contro il Governo, lo invita ad intervenire “con provvedimenti seri e soprattutto congrui” a favore delle persone con disabilità e delle loro famiglie per evitare, che si torni a 50 anni fa, quando spiega, “l´unica alternativa alla famiglia era l´istituto”.

La CGIL, dunque, è pronta a scendere in piazza insieme alle famiglie e alle associazioni, per rivendicare i diritti di cittadinanza delle persone disabili, e per questo “è necessario - rimarca Nina Daita – che tutti insieme si elabori, al più presto, un piano di azione”. Un piano volto a risolvere le drammatiche questioni che riguardano il mondo della disabilità nei diversi ambiti sociali, ma che soprattutto, sottolinea la sindacalista “renda concreto il concetto dell´´autodeterminazione´ delle nostre scelte di vita, che – conclude Daita - non possono essere sottoposte semplicemente a scelte economiche”.

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