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14/09/2009

Una scuola elementare di un paesino della Calabria, finita sotto la scure della Gelmini, salvata dall´iscrizione di un gruppo di anziani

L´episodio di opposizione civile narrato nel documentario “Per chi suona la campanella”, sostenuto da CGIL, FLC, SPI e Auser e proiettato in occasione della presentazione della legge di iniziativa popolare sull´apprendimento permanente

Il documentario "Per chi suona la campanella" trasmesso da Raitre

Una scuola elementare di un paesino della Calabria, finita sotto la scure della Gelmini, salvata dall´iscrizione di un gruppo di anziani La nuova “riforma” della scuola, oltre a istituire il maestro unico, “taglia” le classi elementari con pochi alunni per ottimizzare i costi e le risorse. Tra le scuole colpite dalla scure del duo Gelmini-Tremonti, la scuola primaria di Acquaformosa, paesino Arberesh di mille abitanti, nelle montagne del parco del Pollino in Calabria.

Così nel novembre del 2008 un gruppo di anziani del pesino, che non ha mai conseguito la licenza elementare, si rende protagonista di una singolare forma di protesta. D´accordo con il sindaco, gli anziani si iscrivono alla scuola elementare, tornano tra i banchi assieme ai bambini del paese, per raggiungere il numero di alunni utile ad evitare la chiusura dell´istituto.

Da questo esempio unico di opposizione civile prende spunto il documentario “Per chi suona la campanella”, della durata di 54 minuti, realizzato da Emiliano Sacchetti e Alessandro di Gregorio, prodotto da Wilder per Doc3 e trasmesso lo scorso 10 settembre da Raitre. Le telecamere riprendono quattro mesi di un corso molto particolare, 100 ore di lezioni coordinate da un maestro che da Novi Ligure si è trasferito in Calabria per seguire il progetto. I bambini aiutano i nonni a seguire con attenzione le lezioni e a fare i compiti; gli anziani raccontano ai bambini le loro esperienze e li portano per mano alla riscoperta della natura e delle tradizioni. L‟obiettivo degli anziani, molti dei quali analfabeti di ritorno, è quello di riuscire – alla fine del corso – a recuperare le basi della lettura e della scrittura: fare la propria firma per ritirare la pensione e leggere senza difficoltà la corrispondenza o il giornale.

La scuola non è stato il set esclusivo di questa esperienza: il viaggio di nonni e nipoti si è snodato lungo i sentieri di campagna che portano all´ombra degli ulivi e tra le pecore; è entrato nelle case degli anziani al suono della fisarmonica, nella chiesa di rito greco-bizantino, nelle cucine dove le nonne ancora impastano a mano. Le vicende dei vari protagonisti sono state seguite lungo un arco temporale di 5 mesi, per un totale di 5 settimane di riprese. La troupe, che aveva come obiettivo quello di cogliere con leggerezza le varie situazioni che si trovano a vivere nonni e nipoti, è diventata progressivamente parte della classe e delle loro vite; ha fatto in modo che anziani e bambini convivessero con la presenza dell´obiettivo e si relazionassero nelle varie situazioni in maniera del tutto naturale.

Insieme al maestro, gli autori hanno stabilito le lezioni ed i contesti in cui, di volta in volta, i protagonisti si sono trovati ad agire; ma l´elemento di forza di tutto il film è divenuta l´imprevedibile e meravigliosa spontaneità degli anziani e dei bambini. Il documentario ha una struttura narrativa che segue il ritmo delle stagioni: l´inverno porta con se l´inizio delle lezioni, le solitudini degli anziani e il silenzio del paese; la primavera scioglie la neve, fa amalgamare la classe e apre le porte delle case degli anziani ai bambini; l´estate vede finalmente maturare il rapporto tra nonni e nipoti, in un crescendo di intimità che coinvolge tutto il paese.

Un segnale di “resistenza” ad un´idea aziendalistica della scuola italiana sotto il governo delle destre, e la dimostrazione della possibilità di un apprendimento possibile anche per le persone della terza età, che intende sostenere la legge di iniziativa popolare promossa dalla CGIL. Per queste ragioni la produzione ha trovato il sostegno e il contributo del sindacato di Corso d´Italia, della FLC, dello SPI, dell´Auser, oltre che della Calabria Film Commission, dell´Ente Parco del Pollino, della Provincia di Cosenza.