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31/07/2008

Marcia indietro del Governo, la norma anti-precari diventa sanatoria

Il "ritocco", in sede di esame alla Commissione Bilancia, serve a chiarire che la misura vale solo per i giudizi in corso e dunque non costituisce disciplina a regime

Marcia indietro del Governo, la norma anti-precari diventa sanatoria Parziale dietrofront di governo e maggioranza sulla norma anti-precari: in sede d´esame alla commissione Bilancio del Senato, la norma sarà modificata con un emendamento depositato dal relatore Salvo Fleres (Pdl). Il ´ritocco´ serve a chiarire che la misura vale solo per i giudizi in corso e dunque non costituisce disciplina a regime.

"Il datore di lavoro e´ tenuto unicamente a indennizzare il prestatore di lavoro" - afferma l´emendamento - soltanto per i giudizi in corso, alla data di entrata in vigore della legge. Quindi la norma è limitata nel tempo e non avra´ effetto su eventuali cause promosse in futuro. Sana le cause in corso, tra cui le vertenze che riguardano Poste italiane, ma non le prossime.

Il testo dell´emendamento prevede che si sostituisca interamente il comma 1-ter. Si chiarisce inoltre: "con riferimento ai soli giudizi in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, e fatte salve le sentenze passate in giudicato, in caso di violazione delle disposizioni di cui agli articoli 1,2 e 4, il datore di lavoro e´ tenuto unicamente a indennizzare il prestatore di lavoro con un´indennita´ di importo compreso tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 6 mensilita´ dell´ultima retribuzione globale di fatto, avuto riguardo ai criteri indicati nell´articolo 8 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e successive modificazioni". Vengono poi soppressi i commi 1-bis, 1-quater e 3-bis.

La marcia indietro del governo era già stata annunciata ieri dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi durante l´incontro con le parti sociali. In un´intervista alla Stampa il ministro spiega la sua versione dell´incontro e annuncia anche una revisione del secondo emendamento ´scandaloso´, quello che toglie l´assegno sociale a circa 800 mila persone. ´E´ andata bene, meglio di quanto potessi sperare´ - dice Sacconi. E sulla questione precari e assegni sociali spiega: ´Da un lato ci sarà la ripulitura dei criteri di accesso all´assegno sociale dal punto di vista del lavoro, dall´altro la soluzione di indennizzo per i contratti a termine oggetto di contenzioso consisterà solamente per le cause del passato´.

Sul tema statali, Sacconi ha fiducia in Brunetta che ´si è impegnato a condividere i dividendi che la razionalizzazione delle pubbliche amministrazioni produrra´. Al segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani che ha giudicato la manovra ´depressiva´, Sacconi risponde: ´E´ l´unico che fa questa accusa e che dall´altro lato chiede subito un dividendo spalmato su tutti i salari. La detassazione può dare sino a 800 euro di vantaggio in appena sei mesi, spingendo davvero consumi e produttivita´.

L´incontro: da settembre cabina di regia
L´incontro tra governo e parti sociali (36 sigle datoriali e sindacali) si è chiuso con un ‘arrivederci a settembre´ e tante promesse, tutte avanzate dall´Esecutivo. Ridistribuire socialmente la ricchezza prodotta, prendere “scelte condivise”, istituire un appuntamento fisso mensile per il dialogo sociale e le politiche economiche eccetera eccetera: questo il tono della discussione che, a detta dei ministri presenti nella sala polifunzionale della Galleria Colonna a Roma, è stata “ottima”.

Toni soft e nessuno screzio: l´ha ammesso anche il leader della Cgil Guglielmo Epifani, che ha dipinto “un incontro molto sereno e pacato”. Ma sul tavolo, a parte le promesse, non c´era nulla. Sì, c´era un foglio bianco: quello che il ministro dell´economia Giulio Tremonti – riferisce l´Adnkronos – ha passato a un certo punto a Epifani perché stilasse i pro e i contro riguardo la proposta di dialogo sociale fatta dal governo. Foglio da riconsegnare riempito a settembre, al prossimo appuntamento.

Riportiamo il commento di Epifani: ´´Formalmente e´ stato un incontro molto sereno e pacato, ma i problemi restano cosi´ come erano prima di questo incontro´´. E ancora: ´´Quando abbiamo posto i problemi, il governo non ha risposto. E´ stato un dialogo a senso unico´´. Dunque nessuna novità, nessun cambio di rotta e per Epifani ´´l´ autunno sara´ difficile perche´ l´economia sta rallentando e sara´ dura per le famiglie. Una parte del paese fa fatica ad andare avanti e il governo non ha fatto nulla per questa parte di paese. Se tutto questo - ha concluso Epifani - non sara´ affrontato il sindacato per forza avra´ bisogno di spingere, di mobilitarsi´´. Riportiamo anche le dichiarazioni del segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, conquistato a tal punto dalle profferte del governo da affermare che ´´le questioni non si affrontano solo col braccio di ferro´´ e ´´il sindacato che dice solo di no non e´ un movimento sindacale´´.

Alla riunione hanno partecipato: il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il succitato ministro dell´Economia Giulio Tremonti, il succitato ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, il presidente e il direttore generale di Confindustria, Emma Marcegaglia e Maurizio Beretta; i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti; il segretario confederale dell´Ugl Paolo Varesi. Presente inoltre il presidente dell´Abi Corrado Faissola, insieme al direttore generale Giuseppe Zadra; il direttore generale di Confcommercio Luigi Taranto.

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